Cornedo Vicentino, situato nella media Valle dell’Agno a circa 200 metri sul livello del mare, deve il suo nome, probabilmente derivante dal latino cornus (corniolo) o cornetum (selva di cornioli), alla diffusione nel proprio territorio dei cornioli, piante selvatiche dalle quali si ottengono succosi frutti a bacca dal colore rosso acceso.

Recentemente insignito del titolo di “città”, questo centro, tagliato in due dalla strada provinciale 246 e attraversato dai torrenti Agno e Poscola, include le frazioni di Cereda, Montepulgo, Muzzolon e Spagnago; si caratterizza per la presenza di un paesaggio diversificato, in cui alle aree pianeggianti del fondovalle si alternano quelle collinari, molto suggestive per i poggi e gli avvallamenti, oltre a zone montuose che si spingono fino ai 600 metri di altezza, come il monte Verlaldo.

Luogo di insediamenti umani sin dai tempi della preistoria, come testimoniato dal grande monolite calcareo detto “Uomo della Roccia”, che si innalza nel cuore di Muzzolon, il territorio di Cornedo conobbe il suo primo vero sviluppo nell’alto Medioevo attorno al castello sorto sul colle di S. Sebastiano, punto strategico di accesso al Sacro Romano Impero; nei secoli successivi fu soggetto all’influenza di diverse famiglie nobili, tra cui, in particolare, quella dei Trissino, il cui dominio venne suggellato, nel 1511, dalla nomina a “conti di Cornedo” da parte del doge Francesco Donà. A partire da quell’epoca, le vicende del paese seguirono quelle dell’intera regione veneta, culminate nell’annessione al Regno d’Italia del 1866.

Le ragioni per visitare Cornedo sono molte. Forse non tutti sanno, ad esempio, che si tratta di una località ricca di percorsi e sentieri naturalistici di varia lunghezza, ideali soprattutto per conoscere le numerose contrade disseminate lungo i pendii delle colline e poter così apprezzare, oltre ai suggestivi panorami da queste offerti, anche i loro elementi più caratteristici, come le fontane, i capitelli e le abitazioni tipiche.

Gli appassionati dell’arte e della cultura, invece, non possono non cominciare da una visita a Villa Trissino, situata in pieno centro, che costituisce la più antica e apprezzata dimora nobiliare presente a Cornedo. Si tratta di una splendida costruzione in stile palladiano risalente al XV secolo, che ospita oggi la Biblioteca Comunale.

Di fronte si trova Villa Pretto-Cassanello, sorta negli anni attorno al 1920 dalla ristrutturazione di un’antica dimora appartenuta ai Gonzati. Contornato da un esteso giardino all’italiana oggi adibito a parco cittadino, l’edificio è attualmente sede del Comune.

Adagiata sul pendio del colle di S. Sebastiano sorge un’altra amena villa veneta, ossia Villa Brunelli Bonetti, detta “Villa Veronica”, edificata agli inizi del Settecento su antiche e preesistenti strutture murarie.

Sulla cima del colle, che offre un ampio scorcio panoramico della vallata, è ubicata la chiesa comunemente conosciuta come “ciesa de San Bastian”, costruita fra il XV e XVI secolo nel luogo in cui si innalzava l’antico castello, di cui oggi non rimane più traccia. Al suo interno si conservano pregevoli opere quali un rilievo cinquecentesco raffigurante la Madonna, una pala con il martirio di S. Sebastiano, attribuita al pittore vicentino Giovanni Antonio De Pieri, e dipinti dei pittori Giovanni Battista Zelotti e Antonio Maganza.

Sempre sullo stesso colle, anch’essa in una posizione paesaggistica di notevole suggestione, si trova Villa Gonzati Ghellini Mozzi, innalzata nel 1764. Sono, invece, costruzioni di epoca ottocentesca Villa Trettenero e il Villino Gonzati, di recente interessati da attività di restauro.

Ridiscendendo dal colle di S. Sebastiano verso il centro storico, è possibile visitare la nuova chiesa parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista, consacrata nel 1966, che custodisce al suo interno la pala d’altare di Giovanni Buonconsiglio (1497), un dipinto di Alessandro Maganza e due opere scultoree del 1440 di Niccolò da Cornedo.

La più antica chiesa parrocchiale di Cornedo è quella di S. Andrea, nella frazione di Cereda, da segnalare, oltre che per il tabernacolo quattrocentesco di Niccolò da Cornedo, anche per l’altare maggiore del 1716 di Orazio Marinali e per le pale della scuola dei Bassano e dei Maganza del XVI secolo.

Ricordiamo, infine, che il territorio comunale è provvisto sia di aree di sosta per i camper sia di impianti per la pratica di varie attività sportive.

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