Villa Caldogno accoglie il percorso creativo di Manuela Bedeschi: pitture, installazioni, opere luminose, carte colorate, tra il piano nobile ed il seminterrato della magnifica villa veneta. La mostra supera il limite delle opere al fine di coinvolgere ogni possibilità creativa del passato e del presente  di Bedeschi, per riassumere nel titolo di dedica “Ai Poeti” l’intera sua poetica. Le opere assorbono l’emozione estetica del cromatismo delle pareti affrescate ed espandono il clima della vastità dello spazio architettonico; lo potenziano fino ad attuare una situazione immersiva nelle sale dalle perdute iconografie  ed oscurate ad arte.
 
Infatti Bedeschi intreccia la storia personale con  l’esperienza di scultrice e pittrice, per inserirle nella storia architettonica del luogo. La sua vita la suggerisce il monocromo grigio illuminato nel profilo dalla luminosità espansa di un neon retrostante. Il contrasto è accentuato dal colore verde luminoso e dalla superficie pittoricamente stesa sugli slanci e gli abbrevi di più interventi cromatici, simili a traslati delle annotazioni di un ipotetico diario quotidiano, che l’opera esteticamente segnala come un’esperienza diretta tra l’arte e l‘esistenza.

Più  avanti la presenza di una piccola finestra decorativa è alla base dell’idea di creare un’intesa tra la luce sommessa e lo spazio dell’ambiente  in penombra, attraverso il fragilissimo protagonismo di una carta velina colorata, dalla delicatezza  quasi tattile.  Ed è un richiamo alle lastre d’alabastro dal cromatismo venato a filtrare la sorgiva luminosità nelle chiese antiche, dai confini chiusi, trasformati, per sensazione, nell’essere  senza limiti. Un diverso approccio ma di uguale poetica si ritrova nelle barre di luce neon colorata pensate per un’installazione  nella quale la  percezione della luminosità  può evolvere lo spazio in luogo mentale.


Doppio Quadrato, 2011 tecnica mista su tela, neon cm 200X200

Quindi il neon tecnologico, modellato, costruisce parole di luce sospese entro delle teche di plexiglas e consolida  l’idea di una composizione in verticale - una domanda e una risposta: “Mi ascolti?”  “Ti ascolto” -fra due  tele monocrome,  creando una frase minima, un pensiero  non contestualizzato. Cambiano in nozioni vive, espressioni graficamente sinuose legate alla poetica dell’artista;  così l’arte muta la percezione e, come immagine colorata, modifica  l’intensità dell’energia psichica in chi osserva.

È un “passare la propria vita” sulle opere a fissare sentimenti celati fino all’infinito, che superano le dinamiche del nostro tempo, suggerisce Bedeschi, attingendo dal pensiero del maestro Roman Opalka.    

Più sotto, nell’atmosfera  quasi segreta del seminterrato recentemente restaurato, segnato dal sistema delle canalette  palladiane delle acque domestiche, Bedeschi  introduce altre creazione. Ora entrano in dialettica con il lento passaggio dalla luminosità alla penombra modulata dell’ambiente architettonico e lì, tra le volte basse e fascinose, rivelano la loro energia. Sono opere  legate in sinergia con la memoria di Bedeschi e con la memoria storica del luogo.  

L’installazione di sedie una sull’altra, segni  del recupero del vivere quotidiano, convive con la parola luminosa “casacielo”, la dimensione dello spirito e  una particella della realtà umana, che  entra poi in unione con altre “casa” e si coniuga  con  la parola scritta specularmente “Pensa”.

Info e prenotazioni
Venerdì dalle 15.00 alle 18, sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18

Categoria: Mostre
Data dell'evento:
25/06/2022 - 11/09/2022
Indirizzo: Via G. Zanella Caldogno