E Penelope tesse… Il pensiero artistico di Etta Scotti è fortemente radicato nella tradizione classica e con una particolare attenzione alle figure femminili. Ma la citazione dell’antico racchiude nella sua pittura una forza e una sofferenza tutte moderne che alludono al passato non come reperto ma come carne e sangue dell’universo contemporaneo.

“La mia rappresentazione – scrive l’Artista – si serve di figure ormai inerti alla possibilità di reazione e drammaticamente espressive per la consapevolezza della propria sorte”. Sono parole che pesano come pietre sull’ottimismo dei, per la verità non molto notevoli, passi compiuti dall’emancipazione o anche semplicemente della presa di coscienza di una considerevole parte del mondo moderno, e persino delle donne stesse, sul loro ruolo fondamentale. Bisogna ammettere infatti che, salvo eccezioni e prevalentemente nelle aree di cultura occidentale, non esiste ancora una generalizzata condizione femminile che si possa definire veramente autonoma e paritaria rispetto al maschile.

Etta Scotti racconta tutto ciò attraverso l’interpretazione di figure mitologiche: donne che si sono confrontate con la realtà del proprio tempo con tutto il coraggio fisico e spirituale, con l’amore ma anche con il dolore spesso determinato dalla funzione cui erano relegate all’interno della società cui appartenevano e non certo per loro libera scelta. Arianna, Cassandra, Dafne, Ecuba, Elettra, Didone, Lucrezia e molte altre ancora, persino le cariatidi, rappresentano nei lavori dell’artista con essenziale incisività pittorica altrettanti archetipi che si riflettono in un’attualità dove Penelope continua a tessere pensieri segreti in un mondo che non si cura di conoscerli.

Etta Scotti (Teramo, 1943) inizia a dipingere molto giovane e si diploma all’Istituto d’Arte “Pietro Selvatico” di Padova e frequenta la Libera Scuola di Nudo dell’Accademia di Belle Arti a Venezia. Nel 1961 ottiene il Primo Premio e la Medaglia d’Oro alla Mostra d’Arte degli Studenti Italiani presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Dal 1970 inizia ad approfondire gli studi di didattica per l’apprendimento del linguaggio visivo, dell’educazione all’immagine e per l’approfondimento in età scolare del gioco creativo. Nel 1971 è ospite di ArteFiera Vicenza per l’oreficeria con le sue incisioni su argento.

Si dedica anche al ritratto con una tecnica a velature immortalando, tra gli altri, attori di teatro quali Valeria Moriconi, Paola Quattrini. Segue seminari di archeologia a Tarquinia e Cerveteri, partecipando attivamente agli scavi e ai restauri. Negli anni Settanta conduce a Parigi presso il Musée de l’Homme diverse ricerche sulle culture popolari, volàno per le sue esperienze legate alle maschere sul mito e alle testine per il teatro dei burattini. Espone in numerose personali e collettive, in Italia e all’estero (in particolare Svezia, Argentina e Iraq). Le sue opere sono entrate a far parte di alcune note collezioni private e pubbliche, come la Collezione Magnani, la Collezione Sacis RAI, la Collezione Intercontinentale Assicurazioni, la Collezione dell’Ambasciata Italiana di Stoccolma.

Info e prenotazioni
La mostra aprirà al pubblico il venerdì dalle 15.00 alle 18.00, il sabato e la domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. L’inaugurazione si terrà venerdì 4 febbraio 2022 alle 18.30.
L'esposizione è allestita all’interno del Seminterrato di Villa Caldogno. Saranno adottate misure anti Covid-19 e saranno valide tutte le norme nazionali e regionali in vigore al momento dell’evento.

Per accedere alla Villa e visitare la mostra è obbligatorio esibire il Green Pass rafforzato.

L’ingresso comprende la visita a Villa Caldogno (Piano Nobile e Seminterrato), al Bunker e alla mostra permanente Dalla Prima Guerra Mondiale al 1945 situata al suo interno.

Biglietto intero 5,00 euro;
biglietto ridotto 3,00 euro (studenti, minorenni, over 65); gruppi 4,00 euro.
Ingresso gratuito per i residenti nel Comune di Caldogno.

Categoria: Mostre
Data dell'evento:
05/02/2022 - 27/02/2022
Telefono: 0444 1801924
Indirizzo: Via Zanella, 3 Caldogno